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Forse molti non ci credevano, forse tutti
avevano dei dubbi.
Però qualcuno ci ha provato e ci è riuscito: si è ricostituito un
gruppo, quello degli atleti del CSI Sasso M., che sembra avere tutte le
carte in regola per proseguire con entusiasmo non solo verso buoni
risultati tecnici, ma anche e soprattutto verso la condivisione di
nuove esperienze.
La speranza è che altro non sia che l'ottimo
inizio di un'avventura sempre più coinvolgente e ricca di sorprese!!! La Storia
a cura di Valerio
E' ormai lontano nel tempo quel mattino di
febbraio 1964, in cui un gruppetto di ragazzi delle squadre di calcio
del CSI Sasso, partì col treno alla volta di Borgo Panigale per Villa
Pallavicini.
C'era la neve e il freddo mordeva la pelle, in quello scenario bianco
dei campi, alle spalle della villa, partecipavano a una campestre del
campionato provinciale del CSI.
Il caso, un puro caso (errore nel contagiri per primi) volle, che in
quel primo appuntamento, un occhialuto atleta di Sasso Marconi
vincesse.
La notizia portata da un dirigente d'allora
(Cassani) sulle ruote di una vecchia Fiat Bianchina, fino a Sasso, fece
si che alle 13.30 della stessa domenica, alla stazione di Sasso, al
ritorno dei ragazzi, ci fosse un gruppo di persone entusiaste ad
attenderli: saluti, piccola festa e due pacche sulle spalle.
Quei giovani pionieri dell'atletica C.S.I ., rispondevano ai nomi di
Valerio Brecci, Sandro Lamma, Roberto Magnani, Giuseppe Giovagnoni,
Adenzio Santolini.
Quello fu l'inizio di una semplice e bella storia
che ha coinvolto nel tempo centinaia e centinaia di ragazzi e ragazze,
che hanno calcato campi, strada, stadi, in tutta Italia e oltre.
Fu anche l'inizio della pratica sportiva
femminile, che muovendo i primi passi, vinse pregiudizi e costumi di
quel tempo.
Nell'ardua ricostruzione della storia dell'Atletica CSI a Sasso, è
d'obbligo ricordare i nomi delle prime ragazze che sfondarono quel
muro: Lilia Coramelli, Tiziana Monzali, Laura Orlandini.
Per i maschi la crescita fu rapidissima: dopo la prima campestre, ai
successivi appuntamenti, gli esordi e le presenze si moltiplicarono
vistosamente. Nella stessa primavera, una bella e numerosa
squadra maschile esordì nell'attività su pista, raccogliendo risultati
impensati.
Dopo quella prima stagione, l'atletica si impiantò
nella società e nel paese, mettendo le basi per un lavoro approfondito
e proiettato nel tempo.
Le stagioni che si sono succedute hanno assistito
all'inserimento di varie ondate di ragazzi e ragazze che hanno
caratterizzato l'attività agonistica e non.
Anche i risultati non tardarono ad arrivare.
Oltre ai titoli provinciali di corsa campestre, se
ne aggiunsero diversi in specialità su pista.
Non tardarono ad arrivare anche i titoli
regionali, sia maschili che femminili e pure i titoli nazionali.
Nel frattempo, dietro alla Chiesa del centro, fu
inaugurata, il 16 Aprile 1966, una piccola pista: un anello in terra
rossa di 236 metri con l'aggiunta di pedane per i salti.
Ormai la strada dell'atletica era tracciata...
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